2017

1. “Impatto del ciclo economico e domanda di rappresentanza”, Rapporto che presenta i risultati di un check-up associativo predisposto attraverso un’indagine che ha interessato la base degli imprenditori e i componenti degli organi associativi di Unindustria Reggio Emilia. Lo scopo era quello di misurare l’immagine e la reputazione dell’Associazione nonché il livello di conoscenza e di condivisione delle strategie associative poste in atto e di quelle che si intendono perseguire. Si è trattato di un’operazione di “ascolto allargato” che ha coinvolto il Consiglio di Presidenza e il Consiglio Generale, due specifici Focus Group di imprenditori nonché la base degli iscritti, a cui si sono aggiunti tre Incontri Zonali nell’ambito del territorio provinciale.
2. “Il sostegno economico della non autosufficienza – Responsabilità pubblica e responsabilità privata in alcuni scenari alternativi per i territori del Trentino e dell’Alto Adige/Südtirol”, Rapporto predisposto per il centro OCSE LEED di Trento, in collaborazione con altri esperti e curando, in particolare, la parte concernente il Trentino.
3. “Un Neo-Welfare per la famiglia – Proteggere e accompagnare i figli nella vita adulta: una questione di cooperazione”, Quarto Rapporto dedicato al tema specifico del rafforzamento dell’empowerment dei figli appartenenti alle diverse fasce di età. Tale rafforzamento implica di trovare un giusto equilibrio tra una strategia di protezione e una strategia di promozione dell’autonomia dei figli stessi. Per questo sono state effettuate tre indagini, rispettivamente sui capifamiglia 18-60enni, sui giovani 18-34enni e sugli anziani da 60 anni e oltre (detto in altre parole sui genitori, sui figli e sui nonni). I risultati hanno sottolineato la presenza di un welfare familiare allargato e assai consistente, basato su un Patto Generazionale nel cui ambito vengono trasferiti alle generazioni dei giovani fuori casa 38,5 miliardi di euro l’anno, ma vengono anche scambiate attività di aiuto e di assistenza reciproca. Tali indagini demoscopiche sono state completate dall’analisi di alcune esperienze di base che hanno sperimentato forme originali di accompagnamento delle famiglie e dei giovani, declinate sia in chiave di protezione che in chiave di promozione dell’autonomia di questi ultimi, cui si è aggiunto un caso dedicato alle politiche dirette a sostenere il passaggio alla vita adulta delle giovani generazioni nei diversi Paesi europei.
4. “La responsabilità di diventare un anziano attivo”, Rapporto predisposto per conto di 50&Più Associazione e diretto a registrare i comportamenti, gli orientamenti, le necessità e le politiche legate al prolungamento della vita attiva delle persone. Tale argomento era stato analizzato anche in una precedente indagine del 2008, ma oggi ci si può (e ci si deve) riferire alle persone anche al di là dei 70 anni e non più al di là dei 60 anni come si ragionava in precedenza. In concreto sono state prese in considerazione tre fasce di età e cioè i 50-59enni, i 60-69enni e i 70enni e oltre. I risultati sono stati anche messi a confronto con analoghe indagini promosse a livello internazionale e con specifiche politiche, promosse da associazioni di anziani (e in particolare con quelle facenti capo ad AARP degli Stati Uniti), ispirate a sostenere una vita attiva prolungata del mondo maturo.
5. “Ospedali & Salute/2017”, Quindicesimo Rapporto Annuale sulla situazione degli ospedali italiani (pubblici, privati accreditati e cliniche private). Questa volta si è posta l’attenzione sull’ulteriore peggioramento delle condizioni di accesso e di utilizzo delle strutture e dei servizi sanitari pubblici da parte dei pazienti e delle loro famiglie, con il conseguente consolidamento di una strategia di reazione “a tutto tondo” da parte degli utenti. Essi infatti, attraverso i loro comportamenti, hanno cercato di far fronte al peggioramento suddetto (persino con un utilizzo improprio del Pronto Soccorso come alternativa alle liste di attesa o alle inadeguate prestazioni ricevute o a seguito di quelle rimandate). In particolare si è approfondita la spesa sanitaria out-of-pocket delle famiglie, analizzando le singole voci che la compongono, nonché le ragioni di tale comportamento. Si sono misurate perciò le spese di tipo sanitario ma anche quelle di tipo assistenziale, comprensive della stima, effettuata ad hoc, del costo effettivo delle badanti italiane. Sono state poi individuate alcune specifiche “anomalie” di bilancio, mettendo a confronto l’andamento su base quadriennale (2013-2016) di alcune voci dei Conti Economici delle Aziende Ospedaliere pubbliche, su cui si è effettuata una stima degli extraricavi derivanti specificamente dalla voce delle attività “a funzione” (estrapolando poi il tutto sull’insieme delle strutture ospedaliere pubbliche italiane).